Il problema non è più solo farsi trovare su Google
Per vent’anni la domanda è stata come comparire nei risultati di ricerca. Oggi si aggiunge un secondo destinatario: l’assistente AI che il cliente incarica di confrontare prodotti e prezzi. Il report Ecommerce Tech Trends 2026 di Casaleggio Associati ha misurato come i Top1000 e-commerce italiani si stanno preparando, e i risultati mostrano un divario netto tra dichiarazioni e fatti.
Il 90% dei merchant dice di aver investito o di voler investire per essere trovato dagli assistenti AI. Nei siti analizzati, però, la situazione è diversa.
Cosa mostrano i dati
- Crawler AI: su 828 siti con un robots.txt leggibile, l’83,2% non menziona alcun crawler AI. Il 3,7% li autorizza esplicitamente, il 10,5% ne blocca almeno uno.
- File llms.txt: ne ha uno il 22,7% dei siti, ma il 42% di questi è generato automaticamente dalla piattaforma, soprattutto Shopify.
- Commercio agentico: l’11,2% espone un endpoint con cui un agente può leggere catalogo, carrello e funzioni di acquisto.
- Dati confrontabili: solo il 9% dei siti rende disponibili tutti i dati necessari a un confronto, cioè prezzo, disponibilità, costi di spedizione e condizioni di reso.
- Dati strutturati: Product, prezzo e disponibilità sono presenti in gran parte dei siti. Spedizione (shippingDetails) è al 18%, la policy di reso (hasMerchantReturnPolicy) al 15%.
Un agente che deve scegliere tra due negozi ha bisogno proprio di questi ultimi campi. Chi non li dichiara viene escluso dal confronto.
L’accessibilità è parte della stessa partita
L’European Accessibility Act si applica agli e-commerce dal 28 giugno 2025. Il report rileva che:
- solo il 3,8% dei siti supera tutti i controlli automatici;
- il 61% ha un contrasto insufficiente tra testo e sfondo;
- un sito su quattro impedisce di ingrandire la pagina.
Il caso dello zoom è emblematico. Molti siti usano nel meta viewport le istruzioni user-scalable=no e maximum-scale=1, ereditate da template vecchi. Il risultato è che il cliente non può ingrandire un prezzo o le condizioni di reso. Correggere la riga richiede pochi minuti, ma va verificato in tutto il sito.
Cosa controllare nel tuo sito
- robots.txt: decidi esplicitamente quali crawler AI accettare e quali bloccare, invece di lasciare la scelta al default.
- Dati strutturati Schema.org: verifica che le pagine prodotto dichiarino prezzo, disponibilità, spedizione e policy di reso.
- Meta viewport: assicurati che non blocchi lo zoom.
- Contrasto e nomi accessibili: link e pulsanti devono avere un nome leggibile da uno screen reader.
- Dichiarazione di accessibilità: pubblicala, ma solo dopo aver corretto i problemi che dichiari.
Come lavoriamo a Web Creare
Da anni seguiamo siti WordPress con Divi e WooCommerce, e anche e-commerce costruiti su PrestaShop, con un’attenzione alla SEO e, oggi, al GEO, cioè alla visibilità presso i motori di risposta AI. Il primo passo è sempre un audit che separa ciò che è già a posto da ciò che è un default ereditato, così da sapere cosa correggere per primo. Ogni piattaforma ha le sue impostazioni di default da verificare, e il controllo parte da lì.
Se vuoi capire dove si colloca il tuo e-commerce, scrivici per una verifica.
Fonte: Casaleggio Associati, Ecommerce Tech Trends 2026, ottobre 2026.

